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Unical

87036 Arcavacata, Province of Cosenza Italy
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Il Museo di Paleontologia ospita una ricca collezione di reperti fossili di piante e animali provenienti dal territorio regionale, nazionale e da diverse parti del mondo. Esso costituisce una finestra dell’Ateneo aperta sul territorio e rende la realtà universitaria più vicina agli studenti ed ai cittadini, erogando formazione permanente sulla storia del nostro pianeta.
Il Museo si articola in quattro sale nelle quali sono esposte fossili di vegetali, invertebrati e vertebrati che risalgono ad epoche antiche. Il percorso è organizzato in ordine cronologico, dando vita ad un viaggio nel passato geologico, raccontato attraverso reperti e pannelli esplicativi (alcuni retro-illuminati) che ne contestualizzano l’ambiente e la posizione nel tempo. Il visitatore ripercorre le tappe fondamentali dell’evoluzione del sistema Terra a partire dalle prime testimonianze di vita, “le stromatoliti”, prodotte da microrganismi e comparse circa tre miliardi e mezzo di anni fa. Poco più avanti nel percorso egli potrà osservare gli invertebrati primitivi che popolavano i mari nel Paleozoico, come i Trilobiti, i Nautiloidi e i Crinoidi, l’evoluzione dei pesci e la conquista della terraferma da parte degli anfibi e dei rettili. Uno degli esemplari più spettacolari, che domina la seconda sala, è il cranio del placoderma Dunkleosteus, imponente pesce le cui dimensioni potevano raggiungere i dieci metri di lunghezza, dotato di uno scudo cefalico e toracico osseo. Apparteneva al gruppo dei più grandi predatori dei mari devoniani comparsi fino ad allora sulla Terra. Altri reperti di grande impatto e di notevole interesse culturale sono rappresentati dallo scheletro completo di un dinosauro erbivoro Ouranosaurus nigeriensis e di un rettile volante Anhanguera sp., custoditi rispettivamente nella terza e nella seconda sala espositiva. Di grande valore didattico è l’esposizione di un esemplare di Archaeopteryx che rappresenta l’anello di congiunzione tra i rettili e gli uccelli. Nella terza sala è esposto un calco di "Ciro" (Scipionyx samniticus), primo dinosauro italiano e unico al mondo fossilizzato con gli organi interni. Prossimamente sarà esposto il cranio di Tyrannosaurus rex uno dei più grandi dinosauri carnivori mai apparsi sulla terra. L’ultima sala del Museo è interamente dedicata a fossili rinvenuti in Calabria. Si tratta perlopiù di reperti miocenici (invertebrati e vertebrati) provenienti dal sito di Cessaniti (Vibo Valentia). Tra essi gli splendidi esemplari di echinidi (Clypeaster) che per la loro varietà e stato di conservazione rappresentano un unicum non riscontrabile in nessuna regione italiana ad eccezione della Sardegna. Sempre nella terza sala sono esposti i fossili provenienti da Bovetto (Reggio Calabria), si tratta di una ricca malacofauna che prosperava in acque marine del tardo Pleistocene. Tra i reperti più significativi esemplari di Strombus bubonius, gasteropode considerato come "ospite caldo" a testimonianza delle fasi calde che si alternarono a periodi freddi durante il Pleistocene nel Mar Mediterraneo.
Università super organizzata con vasta scelta ed indirizzi accademici. In Calabria di certo la migliore scelta possibile.
Una luce nel buio della nostra povera e bellissima regione, una possibilità straordinaria per quei giovani conterranei che ricercano l'eccellenza in ambito didattico e lavorativo. Certamente ci sono cose che vanno migliorate in ambito strutturale ma sono solo passaggi normali di crescita di un Università che guarda al presente ma soprattutto al futuro dei giovani calabresi ...e non.
Migliore università in Calabria che però pecca in alcune cose:
1. I cubi delle scienze umanistiche sembrano i più vecchi, con sedie distrutte, muri vandalizzati e impalcature e cantieri che durano da anni senza averci mai visto un operaio.
Le facoltà scientifiche invece sembrano appartenenti a un'altra università, sono cento volte meglio.
2. Gli alloggi sono poco controllati, soprattutto di notte e moltissime colleghe mi raccontano spesso di commenti sgradevoli o tentativi di approccio da parte di studenti mentre la vigilanza se ne lava le mani.
3. La segreteria è inesistente: chiami, scrivi email, mandi messaggi, scomodi mezzo mondo per ricevere dopo secoli una risposta automatica che non risolve per niente il tuo problema.
4. Molte buche non vengono aggiustate in tempi brevi ed è capitato spesso a colleghi di rompere il paraurti in queste buche.
Racconto ora un esperienza recente:
Per tre giorni non abbiamo avuto corrente e con temperature intorno ai 38-40 gradi era leggermente complicato concentrarsi senza un condizionatore funzionante, ciò sicuramente non sarà dipeso dal rettore, ma è comunque una situazione che fa storcere il naso.
Per il resto, ottima università veramente, alla fine riuscire a fornire un servizio eccellente sotto tutti gli aspetti in una struttura così complessa è un utopia, generalmente la macchina gira molto bene.
Uno degli atenei più importanti d'Italia.
Un campus davvero ben organizzato dove gli studenti trovano ogni sorta di servizio , sempre ordinato e pulito ed immerso nel verde. Non per nulla è uno dei pochi posti che riesce a tenersi alto nelle graduatorie nazionali, dando la possibilità a migliaia di studenti di seguire le proprie attitudini.
Mi sono laureata qui e.... mi manca tantissimo ????
Fatiscente,aule esterne nella zona di farmacologia simili a container,solo Banchi nuovi.Le siepi camuffano un po' tutto,ma ci sono dei sottopassaggi che sembra di essere in stazione.Anche nei cubi..l obsoleto si vede!Non ho incontrato 1vigilante o addetto a cui poter chiedere informazioni,tableau inesistente.La didattica fin ora vista è buona

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