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Best KPortal Reviews
Menu pranzo del fine settimana con tre portate a sorpresa dello chef, 50€ a testa, escluse bevande.
Eccezionale il vino rosso syrah consigliato dal personale di sala (che alla fine ci è stato molto gentilmente offerto, per scusare un piccolo disguido nel servizio). Il servizio è di alto livello.
Buonissimi il pane e la degustazione di olio, come anche il dolce.
Per me non è stata una bella esperienza, il servizio penso uno dei peggiori della mia vita.
Fastidiosi, si alternavano tra la spiegazione dei piatti e del vino facendoli raffreddare, avessero detto una cosa interessante!
E di ristoranti dove ti spiegano ne ho provati, ma cosa mi rappresenta questa lista di cose dette come se leggessero un copione, fai una domanda e non sanno rispondere.
È stata una cena difficile soprattutto per questo motivo, poi non mi aspettavo un'ambiente finto formale, dove la parte che mi ha entusiasmato di più è stata la foto di braschi nella toilet.
Alcuni piatti mi sono piaciuti, come l'anguilla, il gambero con crema di tom yam e cocco e il pane.
Altri piatti, li ho trovati salatissimi, Capisco l'uso della soya, ma molte cose come le lumache o i brodi ho fatto davvero fatica a mangiarle anche se erano solo un boccone.
Direi che per 140 euro a testa + paring di vino da 60 euro non è abbastanza.
Non ci tornerei e non lo consiglio, mi spiace perché avevo aspettative alte e forse ho sbagliato.
Perché comunque nel menu ci sono davvero dei piatti interessanti che poi arrivano e non ti danno quel "vibe" vhe ti aspetti.
Il mio parere potrebbe essere influenzato molto dal fatto che il personale di sala mi abbia completamente rovinato l'esperienza facendomi mangiare tutti i piatti freddi, tediata dalle loro parole trovate inutili all abbellimento dei piatti
È stata un’esperienza che ci ha messo tanta tanta allegria, sia per il percorso enogastronomico, motivo per il quale eravamo lì!, ma anche per la passione, professionalità, freschezza e gentilezza del giovane personale di sala. Il Vibe è tutto questo: un gruppo guidato dalla competente follia dello chef che ha creato un team di collaboratori in linea col suo pensiero e con la sua idea di cucina. È stato inoltre molto bello vedere come la sala fosse piena di giovani, a tratti giovanissimi, avventori con età media sotto i trent’anni!
Veniamo ai robusti punti di forza: non ho mai incontrato uno chef che a 26 anni avesse la conoscenza così ampia e la capacità di trattare ingredienti e materie prime nel modo in cui lo chef Braschi fa con le sue creazioni! L’audacia e la creatività servono, ma la curiosità e la tecnica, lo studio e l’esperienza di viaggi sono un ingrediente fondamentale per chi fa quel mestiere, soprattutto se vuole ambire al top. Quindi fondamenta solidissime.
Il personale di sala è di una competenza pazzesca, soprattutto se ancora una volta lo rapportiamo alla giovane età. E parlo sia del sommelier che dei collaboratori che descrivevano le portate.
Noi abbiamo optato per il menù degustazione di 10 portate a cui ho abbinato un pairing di 5 calici.
La narrazione del percorso gastronomico unito a quello enologico è stato un plus al percorso in sé. Infatti vista la complessità e l’originalità degli ingredienti, per poter meglio apprezzare il tutto, era essenziale essere guidati da una spiegazione all’altezza….e così è stato.
Il percorso è un connubio tra le radici romagnole dello chef Braschi, con la sua curiosità di esploratore gastronomico e viaggiatore.
Tra i piatti che più ho apprezzato sicuramente il podio spetta alle lumache con vellutata di ceci e chorizo superbamente abbinato ad una bollicina di confine a base chardonnay quasi in purezza prodotta dal connubio tra due viticoltori del collio goriziano, uno italiano, Princic, l’altro sloveno, Cetrtic.
Stupefacenti anche gli spaghetti mantecati con midollo di manzo, completati con salsa di riccio e polvere di sommacco, quest’ultimo dà una spinta di acidità al piatto tanto da ricordare il pomodoro. Anche per questo piatto l’abbinamento tutt’altro che banale, ma azzeccatissimo, con il Pitis, uno Syrah in purezza del 2016 di La Falluca.
Questo calice è stato ancora protagonista nell’accompagnare il glacier 51, che, abbinato ad una salsa di rubia gallega acquistava un sapore unico e davvero sorprendente di carne. Il pesce l’ho anche gustato in purezza e devo dire che è davvero un prodotto eccezionale.
Mi sono poi molto divertito anche con altri due piatti del percorso: kl primo era un calice di brodo di pecora in purezza! Una sorta di centrifuga di arrosticini per dare un po’ un idea. Divertente e gustosissimo. Il secondo p’ho ribatezzato “Il nipote modello”! Come altro definire un cappelletto che all’estero porta la memoria di una nonna dello chef volendo appunto ricordare la sfoglia della lasagna che la nonna gli preparava; e all’interno c’è il ricordo dell’altra nonna e del suo ragú, con lardo, besciamella, salsiccia adagiato su una crema di parmigiano reggiano 36 mesi. Piatto perfettamente abbinato ad un Bardolino 2021 di Casaretti.
Un unico suggerimento: per questo piatto darei un cucchiaio più “normale”, nel senso che il design del cucchiaio di forma allungata, non rende semplice la capacità di recuperare la crema di parmigiano. Più in generale, tutte le posate le ho trovate molto belle e originali, ma questo cucchiaio non è adatto quando si devono prendere salse e creme.
A parte questa piccolezza, ho notato difetti? Devo essere sincero: no! Mi permetto solo un ulteriore piccolo suggerimento che solo a chi ha veramente le capacità si può dare: chef, spinga ancora di più sui contrasti. Pochi sanno maneggiare gli ingredienti come lei, alzi ancora il livello e ci stupisca sui contrasti, sui giochi di consistenze, sulle temperature…
Non mi dilungo oltre perché penso si sia capito che questo ristorante lo straconsiglio.
-Menu 8/10: Materia prima ottima. Il glacier 51 è stato indimenticabile! Purtroppo la quantità di cibo nel piatto è al limite del presentabile (capisco il discorso degustazione e va bene tutto, ma siamo davvero al limite...)
-Servizio 9/10: abbiamo gradito molto il binomio cameriere di sala impeccabile + sommelier educato, dal gomito alto ;) come piace a noi e soprattutto professionale!
-Locale 4/10: posso capire le difficoltà logistiche ed economiche di Milano, ma si poteva giocare molto di più sul new/pop design.
Il bagno mi spiace ma è orrendo.
-Conto 8/10: in linea coi prezzi milanesi. (Menu 5 portate + 3 calici = 130€ cadacranio).
Conclusioni: è un'esperienza nel vero senso della parola, a tutto tondo. È da fare, stop.
Sapori nuovi e sorprendenti con materie prime e accostamenti ricercati. Tuttavia, ho trovato i piatti carenti da un punto di vista visivo.
Il costo dei piatti, pari a quello di ristoranti stellati, è giustificato dai prodotti decantati abilmente dal personale di sala, ma non supportato da un servizio all'altezza e da un ambiente che potrebbe ricevere maggior cura.
Grande stima per un giovanissimo che ha coraggio da vendere e una carriera importante davanti a sè, se saprà accogliere le critiche in modo costruttivo.
Sono stato qualche giorno fa al Vibe,
È stata una bella esperienza, un percorso culinario fantastico, Valerio e la sua cucina riescono a trasmettere, come la cucina classica incontra nuovi metodi di cottura. Esaltando al meglio la materia prima, il vibe è una completa immersione in una cucina fusion che rispetta la materia prima, valorizzandola al massimo. La location moderna che sposa uno stile classico, il servizio impeccabile dei camerieri, riescono ancor prima di assaggiare il piatto a farti sentire il suo sapore sono con le loro spiegazioni, ritornerò sicuramente.
Il 3 dicembre 2023 sarà una data da ricordare per me e mia moglie ed ora vi spiego il perchè...
Locale veramente accogliente ed il personale ti accarezza, preparando la tua esperienza a dir poco UNICA.
Aperitivo analcolico a base di lamponi e lime che ti stimola l'appetito, poi arriva l'Antipasto offerto dallo Chef con tartare di fassona, mini mela ai fegatini e tartufo e macaron con cremina di formaggio.... un inizio incredibile.
Lo Chef ci ha deliziato con degustazione di 3 olii che abbiamo gustato con un pane fantastico preparato da lui, che ha esaltato gli aromi descritti dal nostro scrupoloso traghettatore in questa esperienza. Grissini al pecorino che potresti non smettere di mangiarli.
Abbiamo optato per le 5 portate scelta dello Chef e si comincia...
1. Wagyu con porro che già si sa la prelibatezza... ma questo piatto è stato elevato al cubo con un brodo ristretto di carne... senza parole...
2. Lumache, spuma di ceci e chorizo... incredibile la morbidezza delle lumache... un bilanciamento di sapori mai apprezzato in vita nostra....
3. Spaghetti, anguilla affumicata, ristretto di midollo (che spettacolo) e limone affumicato... mai mangiato un "AL DENTE" così... e poi l'armonia dei sapori...
4. E qui... Glacier 51 e Rubia Gallega... un pesce pescato a 2.000 mt. di profondità... a 4.000 mt. dalla costa... il Wagyu dei pesci con una riduzione dei grassi buoni della Rubia Gallega... nessuna parola riesco ad esprimere...
5. Il dolce che ricorda il pane e burro che mangiavamo da bambini con crostini profumati ai chiodi di garofano che ti riportano bambino... e ce l'avete fatta... grazie!!!
Pasticcini omaggio dello Chef e possibilità di degustare caffè pregiati fatti con la moka (che io stupidamente non ho degustato).
Credo, anzi, sono convinto, che sia stata l'ESPERIENZA CULINARIA più appagante, bella e felice della nostra vita.
Lo Chef Valerio Braschi sempre presente e disponibile, il personale è VERAMENTE UNICO E STUPENDO.
Come detto, una nota di merito ai ragazzi in sala, trasuda PASSIONE PURA ed AMORE... Sommelier preparatissimo, sempre presente e disponibile, un GRAZIE SINCERO alla ragazza ed al ragazzo che ci hanno accompagnato in questa esperienza di degustazione... ci hanno consigliato con sapienza a come poter gustare ogni singolo piatto...
Mi sono dilungato tanto... ma avrei tante altre cose da dire che ci hanno emozionato....
Che dire? GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE per l'ESPERIENZA UNICA.
Siamo stati qualche giorno fa.
Ambiente minimal ma elegante.
Alcuni piatti degni di nota, come ceci e lumache, tom yam e gamberi, il raviolo.
Altri piatti li abbiamo capiti meno.
Servizio migliorabile.
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