Santuario di Santa Maria in Herulis Info
Amenities
Accessibility
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Wheelchair-accessible car park
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Wheelchair-accessible entrance
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Bellante (Teramo) è un grosso centro abitato posto a m.355 s.l.m. sulle colline teramane. Salendo dalla S.S.80 per la via che passa nei pressi della frazione di Ripattoni, si incontra il bivio che porta alla Chiesa di S.Maria in Herulis. E’ di probabile fondazione altomedievale ed i primi documenti che ci parlano di questa chiesa risalgono al 1485, durante il dominio feudale degli Acquaviva. La costruzione ha copertura a capanna e l’ingresso è preceduto da un piccolo porticato con archi a tutto sesto sorretti da colonne in laterizio a pianta quadrangolare. Ai lati del semplice portale sono due strette finestre con arco a tutto sesto. Dalla parete posteriore si alza un campanile a vela per due campane. Restaurata sicuramente nel 1694, come testimonia una mattonella, ha avuto altri interventi intorno agli anni Settanta del secolo scorso. L’interno conserva numerosi affreschi ben visibili.
Santuario di Santa Maria in Herulis
A circa un chilometro dal paese, sorge la chiesa parrocchiale di Santa Maria in Herulis: fondata probabilmente in età altomedievale, fu riedificata e rimaneggiata nei secoli seguenti. La parete destra della sacrestia conserva una porzione dell'edificio pre-romanico, con una monofora strombata, mentre all'esterno della parete sinistra è collocata una mattonella con la data 1693, anno di un probabile restauro. Nei muri della navata sono inseriti materiali probabilmente recuperati dalle rovine di una villa romana preesistente, come i blocchi di opus spicatum sul fianco sinistro dell'edificio. All'interno, a navata unica, con copertura a capriate dipinte con motivi geometrici, si trovano affreschi e stucchi di varie epoche: nella zona a destra del presbiterio sono visibili i resti di pitture del primo Quattrocento[2] (gli Evangelisti, un trittico della Vergine tra una santa martire e sant'Eligio, due figure di santi); nel grande spazio sopra l'arco trionfale campeggiano affreschi, di periodi differenti (forse a causa di rifacimenti e restauri, ma ascrivibili in linea di massima all'età rinascimentale e barocca), ripartiti in tre riquadri, con gli Apostoli nei pannelli laterali, la Trinità in quello centrale, assieme alla Vergine e s. Giovanni evangelista; tra un riquadro e l'altro, sono raffigurati due angeli con candele ed uno con un incensiere. Sulla parete destra, un affresco votivo, forse seicentesco, raffigurante l'Arcangelo Raffaele, e un altro, sempre dei secoli XVI-XVII, ma ridotto oramai ad un frammento, rappresentante la Pietà, che un tempo sovrastava un altare laterale oggi scomparso. Notevole il polittico in muratura che funge da pala all'Altare maggiore, e al cui centro si trova la nicchia con la trecentesca statua della Madonna col Bambino, opera di scuola umbra con influssi francesi.[3] La scultura venne trafugata nel 1979, e recuperata nel 1986. Furono rubati anche degli arredi sacri, mai ritrovati, tra cui un grande quadro della Madonna del Carmine, che si trovava sul seicentesco altare laterale di sinistra. Sfortunatamente distrutti, in seguito ai pesanti interventi degli anni '50, la cantoria in legno, un tempo situata sopra l'ingresso principale e corredata di organo a canne del quale si sono ugualmente perse le tracce, e il portale in pietra, con lunetta affrescata, descritto da Vincenzo Balzano[4]. Da notare che, pur trovandosi fuori dal paese, S. Maria risulta chiesa parrocchiale di Ripattoni già in un documento del 27 dicembre 1485, anche se per comodità i Sacramenti erano amministrati nella chiesa di S. Silvestro[5]. Il 2 luglio 2019 il Vescovo di Teramo-Atri mons. Lorenzo Leuzzi ha eretto la chiesa in Santuario diocesano[6].
Luogo consacrato risalente al periodo medioevale. Recentemente elevato come santuario.
Bello accogliente, spirituale,caratteristico, per matrimoni da visitare
A circa un chilometro dal paese, sorge la chiesa parrocchiale di Santa Maria in Herulis: fondata probabilmente in età altomedievale, fu riedificata e rimaneggiata nei secoli seguenti. La parete destra della sacrestia conserva una porzione dell'edificio pre-romanico, con una monofora strombata, mentre all'esterno della parete sinistra è collocata una mattonella con la data 1693, anno di un probabile restauro. Nei muri della navata sono inseriti materiali probabilmente recuperati dalle rovine di una villa romana preesistente, come i blocchi di opus spicatum sul fianco sinistro dell'edificio. All'interno, a navata unica, con copertura a capriate dipinte con motivi geometrici, si trovano affreschi e stucchi di varie epoche: nella zona a destra del presbiterio sono visibili i resti di pitture del primo Quattrocento[1] (gli Evangelisti, un trittico della Vergine tra una santa martire e sant'Eligio, due figure di santi); nel grande spazio sopra l'arco trionfale campeggiano affreschi, di periodi differenti (forse a causa di rifacimenti e restauri, ma ascrivibili in linea di massima all'età rinascimentale e barocca), ripartiti in tre riquadri, con gli Apostoli nei pannelli laterali, la Trinità in quello centrale, assieme alla Vergine e s. Giovanni evangelista; tra un riquadro e l'altro, sono raffigurati due angeli con candele ed uno con un incensiere. Sulla parete destra, un affresco votivo, forse seicentesco, raffigurante l'Arcangelo Raffaele, e un altro, sempre del sec. XVI-XVII, ma ridotto oramai ad un frammento, rappresentante la Pietà, che un tempo sovrastava un altare laterale oggi scomparso. Notevole il polittico in muratura che funge da pala all'Altare maggiore, e al cui centro si trova la nicchia con la trecentesca statua della Madonna col Bambino, opera di scuola umbra con influssi francesi.[2] La scultura venne trafugata nel 1979, e recuperata nel 1986. Furono rubati anche degli arredi sacri, mai ritrovati, tra cui un grande quadro della Madonna del Carmine, che si trovava sul seicentesco altare laterale di sinistra. Sfortunatamente distrutti, in seguito ai pesanti interventi degli anni '50, la cantoria in legno, un tempo situata sopra l'ingresso principale e corredata di organo a canne del quale si sono ugualmente perse le tracce, e il portale in pietra, con lunetta affrescata, descritto da Vincenzo Balzano[3]. Da notare che, pur trovandosi fuori dal paese, S. Maria risulta chiesa parrocchiale di Ripattoni già in un documento del 27 dicembre 1485, anche se per comodità i Sacramenti erano amministrati nella chiesa di S. Silvestro
Antica chiesa risalente all'anno mille, recentemente restaurata. Custodisce una splendida statua lignea della Madonna col Bambino.
Sarò di parte..perché mi ci sono sposato....ma è una chiesa molto carina soprattutto la statua della madonna in legno di fico.
Non sapevo dell'esistenza di questo Santuario a due passi da casa mia. Un luogo veramente suggestivo, da visitare
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