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Chiesa Romanica San Pietro di Zuri

SS15, 09074 Ghilarza OR Italy
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Chiesa Romanica San Pietro di Zuri Info

Amenities

Accessibility
  • Wheelchair-accessible car park
  • Wheelchair-accessible entrance

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Questa chiesa Romanica vive una storia tutta sua, dov'è ora non è il suo luogo originario e per poterla posizionare qui è stata smontata e rimontata con una tecnica particolare e per questo motivo vi invito a fare una ricerca su internet!!
Di per sé è davvero bella da osservare, sul lato destro vi è una colonna con raffigurati delle figure che sembrerebbe essere uomini e donne cinti in quello che pare essere il balletto Sardo
Pregevole chiesa romanica del 1200 circa dc particolare la sua storia che ne ha visto la ricostruzione dentro il paese di Zuri dopo essere stata smontata causa costruzione del bacino del flumendosa che ne ha compromessso la stabilità e la vita stessa . Ricostruita e data a nuova vita all’ingresso dell’antico paese di Zuri
Bellissima chiesa romanica, ubicata a pochi km da Ghilarza.
Questa splendida chiesa fu ricostruita nel 1923, in circa 1 mese, per evitare che venisse sommersa dal lago Omodeo
SARDEGNA – ZURI, CHIESA DI SAN PIETRO
LO SPOSTAMENTO DELLA CHIESA DI SAN PIETRO DI ZURI.
Un esempio di anastilosi.
La chiesa, nella frazione di Ghilarza e interamente in trachite rossastra delle cave di Bidonì, sarebbe stata costruita attorno al 1291 durante il giudicato di Mariano II d’Arborea, come , si legge nell'epigrafe tuttora presente sulla facciata. E' lunga metri 32,17, con una larghezza di 9,89 e con un’altezza massima al colmo del tetto di 10,20 m.
Le travi dipinte andarono, invece, inspiegabilmente perdute durante il rifacimento delle coperture del 1894. Tra il 1923 e 1925, si rese obbligatorio il trasporto del tempio in altro sito data la costruzione della diga di Santa Chiara sul fiume Tirso, al fine di creare l’invaso del lago Omodeo, con Carlo Aru direttore dei lavori e che poi scrisse un libro a tema. L’11 luglio 1923, si ebbe la consegna dei lavori che si conclusero nel luglio 1925. Anche se la trachite è fragile non si ebbero problemi nel demolire la costruzione o durante il trasporto notevoli: in generale, ci si rese conto che i conci erano in buono stato di conservazione senza però una numerazione. Ma, essendo Seddargius, l’area scelta inizialmente per la riedificazione dell’abitato di Zuri, sostituita con la località di Murreddu, il trasporto da un sito all’altro, forse affrettato e con insufficiente supervisione, provocò due danni ai materiali: vennero stoccati alla rinfusa e, non avendo osservato le dovute norme precauzionali, parte dei conci vennero scheggiati sugli spigoli (La sostituzione dei blocchi trachitici fu di circa 1/3 dei totali, compresi quelli che si trovarono già danneggiati in opera durante la demolizione)
Come si legge nella fonte della informazioni che vi stiamo dando - VERO O FALSO? L’ANASTILOSI. UN CASO NELLA SARDEGNA DEGLI ANNI VENTI di Carlo Pulisci risulta infine:
"Da un’analisi odierna del San Pietro la prima cosa che si evince osservando le murature è la mescolanza che si è fatta nel rimontaggio dei blocchi trachitici. I conci sono stati posizionati senza alcun criterio logico, quelli interni sono diventati esterni e viceversa. Una chiara denuncia di questo fatto sono le incisioni raggiate di forma circolare presenti a ogni altezza all’esterno e all’interno, che si può supporre siano i segni delle aureole, resti degli affreschi che rivestivano l’interno della chiesa, come mi ha giustamente suggerito Roberto Coroneo"...
ma... "certamente la decisione presa allora di spostare un così insigne monumento dell’Arte sarda è stata ottima, e ci permette ancora oggi di poter ammirare questa bella costruzione, arricchita per la sua insolita storia di un ulteriore elemento di interesse."
Chiesa spettacolare risalente al periodo 1200-1300.. la struttura è in ottimo stato e presenta le caratteristiche del periodo. Un ricordo del paese che un tempo si trovava dove ora c’è il lago omodeo (la chiesa è infatti stata spostata negli anni 20 del 1900 con un impegno eccezionale della soprintendenza alle antichità). Da vedere
Prima di ogni altra cosa deve essere ricordata come uno dei pochi edifici salvati dalla sommersione del bacino artificiale del Tirso, oggi lago Omodeo, smontata pezzo a prezzo e ricostruita più a monte dove fu ricostruita una parte del paese oggi piccola frazione di Ghilarza e contigua al villaggio di Tadasuni mentre l'antico villaggio di Zuri è rimasto sommerso.
Con il suo caratteristico colore rosso-bruno dovuto alla trachite vulcanica, pietra con la quale è stata costruita, è oggi ben visibile al centro di un grande spazio organizzato, con il suo grande campanile a vela accostato in continuità con la facciata alleggerito da due coppie di monofore campanarie e da un arco rampante a terra.
È uno dei più begli esempi di architettura medievale, una sorta di commistione tra il severo romanico e le prime avvisaglie del gotico, con molti elementi scultorei a metà tra la storiografia ed agiografia cristiana e la funzione didascalica di monito per i fedeli.
All' improvviso sulla strada appare questa chiesa traslata dal lago omodeo
Una delle più suggestive chiese medievali della Sardegna, consacrata nel 1291. Nel 1923, per non essere sommersa dalle acque del costruendo bacino artificiale del Tirso, fu smontata dal fondovalle e ricostruita in posizione elevata, con una operazione molto avanzata per l'epoca.

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