Casa Museo di Giorgio Morandi Info
Amenities
Accessibility
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Wheelchair-accessible car park
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Wheelchair-accessible toilet
Amenities
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Toilets
Children
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Good for kids
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La casa di Morandi merita sicuramente la visita, innanzitutto per la splendida zona in cui si trova che ci da l’occasione di scoprire la bellezza dell’Appennino Bolognese, ma sopratutto per la passione che ci mette la volontaria a spiegare per filo e per segno tutta la storia dello straordinario pittore e dei luoghi in chi ha vissuto. In questo periodo inoltre è stata allestita nei fienili di fronte una mostra dedicata a Morandi e ai suoi allievi, che consiglio di visitare dopo aver ascoltato la volontaria per cogliere ogni dettaglio delle opere. Complimenti per l’iniziativa
Niente di eccezionale. Solo la realtà del luogo frequentato e di oggetti usati per lunghi anni da Giorgio Morandi presentati dalla preziosissima guida di Milena che è meglio coinvolgere dal principio nell'organizzazione della visita. Nelle vicinanze ci sono da visitare anche le strutture dei Fienili del Camparo che sono state perfettamente restaurate per ospitare la mostra a rotazione delle opere degli allievi di Morandi ( tutte molto valide e stimolanti) e una mostra temporanea. Io ho visitato quella di Ugo Guidi. C'è anche un buon ristorante.
La casa di Giorgio Morandi permette di fare l'esperienza di un passato che persiste in un eterno presente. Rimasta intatta, preserva ancora oggetti, colori e atmosfere che vivono solo nei ricordi. La guida è eccezionale e rievoca davvero abitudini e pratiche quotidiane del pittore e delle sue tre sorelle. Fa parte del biglietto anche la vista ai vicini Fienili, oggi Pinacoteca con moltissime opere (perlopiù incisioni) di allievi del Maestro.
Bellissima ed emozionante visita nella casa del Maestro. Un tuffo nel passato dove il tempo si è fermato. Un grazie alla guida Alessandra gentile e appassionta.
La visita alla casa museo di Giorgio Morandi e ai fienili, che ospitano molti lavori degli allievi di Morandi, è resa ancora più interessante dalla guida, una signora gentile, disponibile e molto preparata. All'interno della casa ci si immerge in un'atmosfera d'altri tempi: l'essenziale ed elegante arredo degli anni 60 nella casa vacanze della famiglia Morandi è rimasto intatto, per volontà testamentarie dell'ultima sorella, così come i soprammobili fra i quali si riconoscono i soggetti di alcuni dipinti. Vedere come vivevano, cosa amavano leggere, entrare nello studio/laboratorio e gettare lo sguardo verso i paesaggi che si ritrovano nei dipinti dell'artista è stata un'emozione.
Giorgio Morandi (Bologna, 20 luglio 1890 – Bologna, 18 giugno 1964) è stato un pittore e incisore italiano. Fu uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo. La sua pittura si può definire unica e universalmente riconosciuta; celebri le sue nature morte in cui gli oggetti rappresentati (bottiglie, vasi, caffettiere), sono portati fuori dal loro contesto funzionale e analizzati nella loro pura essenza.
Morandi dipinse sempre nella sua stanza di via Fondazza. Solamente quando costruirono nel 1960 la casa estiva a Grizzana Morandi (il nome dell'artista è stato aggiunto ufficialmente al toponimo del comune nel 1985), ebbe un vero e proprio studio; di fronte a questa casa si trovano i tre Fienili del Campiaro, soggetto frequente nelle tele del pittore.
Fin da ragazzo dimostra grande passione per l'arte figurativa, convincendo i parenti a permettergli di iscriversi all'Accademia di belle arti di Bologna. Tra i suoi compagni di corso vi sono anche Severo Pozzati, Osvaldo Licini, Mario Bacchelli, Giuseppe Vespignani. Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1909, la famiglia si trasferì definitivamente in via Fondazza n. 36 e Morandi divenne capofamiglia, assumendosi tutte le responsabilità.
Il percorso accademico e gli studi di Morandi furono eccellenti, ma gli ultimi due anni furono caratterizzati da contrasti con i docenti dell'epoca, in quanto, avendo egli già effettuato un personale e moderno percorso di conoscenza, spesso usciva dai canoni classici.
In un primo tempo espose con i futuristi, diventando nel 1918 uno dei massimi interpreti della scuola metafisica con Carrà e de Chirico; periodo terminato nel 1919. Nel 1920 si accostò al gruppo "Valori plastici", recuperando nelle sue opere la fisicità delle cose. In seguito intraprese una via personalissima, ma sempre calata nella realtà del mondo e delle cose. La sua prima esposizione personale avvenne nel 1914; in essa si può riscontrare la forte influenza di Cézanne, pittore fondamentale per la sua formazione artistica.
A partire dai primi anni trenta fino al 1956 fu titolare della cattedra di Incisione all'Accademia di Belle Arti di Bologna[1]. Tra i molti suoi allievi, si ricordano Mario Bonazzi e Luciano De Vita.
Alla Quadriennale di Roma del 1939 Morandi presenta una personale con 53 opere e ottiene il secondo premio per la pittura.
Un'opera esposta al Museo d'arte moderna di Bologna
La fama di Morandi è legata alle nature morte e in particolare alle "bottiglie". I soggetti delle sue opere sono quasi sempre cose abbastanza usuali: vasi, bottiglie, caffettiere, fiori e ciotole che, composti sul piano di un tavolo, diventano i veri protagonisti della scena. La sua opera include anche ritratti e paesaggi. Usare pochissimi colori è una sua particolare caratteristica, che lo rende poetico e surreale e, anche se non particolareggiava i suoi soggetti, si può notare come essi non perdano di realismo.
Di grande importanza nel lavoro di Morandi sono le acqueforti, eseguite da autodidatta, che risolvono poeticamente molti problemi espressivi di questa tecnica. Fin dagli esordi del suo percorso artistico portò avanti la passione per le incisioni. Le sue prime lastre, andate perdute, risalgono addirittura al 1911, quando egli era appena ventunenne. Le opere, realizzate con grande cura, sono caratterizzate da segni sottili e rettilinei in un intreccio molto complesso di tratti, con cui raggiunge dimensioni prospettiche di grande efficacia.
Nel 1963-64 espone alla mostra Peintures italiennes d'aujourd'hui, organizzata in medio oriente e in nordafrica.
Nella sua casa di Bologna, dopo un anno di malattia, Giorgio Morandi muore il 18 giugno 1964.
È sepolto alla Certosa di Bologna nella tomba di famiglia, dove giace insieme con le tre sorelle. Sulla tomba è ubicato un ritratto dell'artista, eseguito e donato dal suo amico Giacomo Manzù.
Un'esperienza bellissima, sia per gli ambienti visitati (i fienili e, soprattutto, la casa, che é rimasta esattamente uguale a 30 anni fa) sia e soprattutto per la guida, la signora Milena, che é riuscita a intrattenerci per 2 ore e mezza (e tanto ci vuole per vedere tutto, non di meno) trasmettendoci tutta la sua passione e l'amore per quel luogo. Il tempo é volato.
L'ho ringraziata con il cuore perché sono andato via con un'esperienza che porterò con me per sempre.
Grazie a questa visita guidata dalla sigra Milena ho potuto finalmente apprezzare e capire i quadri di un pittore quale Giorgio Morandi che ha vissuto e apprezzato il nostro Appennino. Grazie!
Quick Facts About Casa Museo di Giorgio Morandi
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| Sunday | 02:00 AM - 06:30 PM |
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