Santa Ruba Info
Amenities
Accessibility
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Wheelchair-accessible car park
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Wheelchair-accessible entrance
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08/2023 È la vecchia chiesetta di Santa Ruba, che ho visitato più volte nel corso di questi ultimi ventitré (23) anni. A parte una volta che un gentilissimo signore del posto che aveva la chiave e la custodiva, tutte le volte, compreso questa, è sempre stata chiusa anche adesso che è stato completato un restauro esterno e fatta definitivamente una area esterna che valorizza magnificamente questo edificio religioso. Un recensore di maps parla delle origini possibili e diverse di questa chiesetta, divenuta oggi Santuario.
Per me, dato che ne parla anche il Malaterra nel suo "De regibus..." del 1090 circa, la chiesa ha sicure e chiare origini bizantine e/o basiliane come con nettezza visibile nella parte architettonica delle cupole con rimaneggiamenti molto vistosi e pesanti negli ultimi due tre secoli, come visibile nella ampia ed alta facciata. Bella veramente BELLA, UNA MERAVIGLIA DELLA CALABRIA, da valorizzare con aperture programmate anche e soprattutto nei mesi estivi del turismo.
Splendida e suggestiva chiesa bizantina e basiliana, con successivi lavori durante il periodo barocco. C'era un annesso convento e si dice che qui siano state ritrovate le spoglie di San Leoluca, ma sulle ossa ritrovate in una cripta non ci sono certezze. Secondo una vulgata fu fatta costruire da Ruggero il Normanno per espiare un suo peccato confessato solo al fratello, papa Callisto II, ma durante il suo viaggio verso Monteleone (oggi Vibo Valentia) Ruggero morì. Sua moglie Adelaide, per paura che il papa non avrebbe officiato la consacrazione e di perdere autorevolezza, lo tenne all'oscuro inventando delle scuse per giustificare la sua assenza fino a cerimonia avvenuta. Callisto II sconvolto dal dolore la maledì dicendole che colui (il diavolo) che gli aveva suggerito l'inganno le avrebbe roso il cervello. Adelaide, per paura, si fece costruire un sepolcro nella chiesa di Santa Ruba, con una pietra dura e spessa, ma il serpente a tempo debito penetrò lo stesso nel sepolcro rodendole il cervello. Così la leggenda vuole che il fantasma della contessa si aggiri per la chiesa e che durante le notti di tempesta si odano ancora le sue grida isteriche.
Traslato da 'rupe'il nome della santa Ruba, che non esiste ed è probabilmente dovuto alla rupe adiacente a quello che oggi è un santuario mariano dedicato alla Madonna della Salute.
Bel posto abbastanza curato
Da non molto tempo Ssntuario, è posto ai margini della strada che collega Vibo Valentia a S. Gregorio d'Ipoona. Antichissima chiesa, di semplice fattura e nel contempo di una bellezza non comune. Piccola di dimensioni, molto curato all"estetno dove regna il verde della campagna e un silenzio molto rilassante. Per la sua particolarità estetica interna ed esterna è spesso scelta per la celebrazione di matrimoni. È luogo di culto mariano. È visibile da Vibo Valentia che dista pochi chilometri.
Santuario Mariano Diocesano con il titolo di "Maria Santissima della Salute".
Per lo studioso Paolo Orsi è "un gioiello di origine bizantina-basiliana con architettura barocca", per altri la costruzione dell’edificio risalga al 1610. Esiste una leggenda secondo la quale la chiesa fu fatta costruire dal Conte Ruggero il Normanno per farsi perdonare, dal Papa suo fratello, un grosso peccato commesso. Annessa una piccola grotta con bara di probabile monaco e un affresco malridotto sul lato sx. All'interno la statua della Madonna della Salute (che appare sorridente a luci accese e triste a luci spente). Splendida la posizione, panoramica e verde ben tenuto anche grazie all'amorevole cura di alcuni volontari. Meriterebbe di essere conosciuta e apprezzata di più, non solo per culto religioso (al momento ridotto al minimo) ma anche per matrimoni, ma soprattutto utilizzata di più per la presenza di sala convegno, parcheggi, vicinanza a Vibo Valentia e verde.
Santuario bellissimo, piccolo all interno ma molto accogliente, ampio parcheggio all esterno.
Chiesa in stile bizantino con rimaneggiamenti barocchi, santuario con festa la seconda domenica di settembre. Ampi spazi per parcheggiare e giardini molto curati.
Quando i monaci trovavano ricovero, era quello giusto per i giusti e i ravveduti, impregnato di quiete, pace e santità.
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