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Sanctuary of San Donato

+39 0972 644145
Piazzale S. Donato, 85020 Ripacandida PZ Italy
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Accessibility
  • Wheelchair-accessible car park
  • Wheelchair-accessible entrance

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Luogo semplice ma di grandissimo fascino, sia per la meraviglia degli affreschi che arricchiscono questo piccolo santuario, sia per lo scenario in cui è collocato, con lo splendido giardino adiacente alla chiesa
È la chiesa più antica della cittadina di Ripacandida, in Basilicata...con i suoi affreschi del 1500....gemellato con la basilica di San Francesco in Assisi e ha ricevuto in dono una reliquia del corpo del santo patrono d'Italia..... Nel dicembre2010 il santuario ottiene dall'UNESCO il riconoscimento di «Monumento messaggero di cultura di pace»
La genesi per immagini sulle pareti a beneficio degli analfabeti di un'altra epoca. Spettacolare il giottismo dei dipinti
Una perla sconosciuta a TUTTI...davvero l'Assisi della Basilicata...e poi suor Rosa...che vi accompagna con la sua descrizione....anche se un po' naif ..ma vale la pena di arrivarci
Una perla scoperta per caso, passando da lì. Merita una visita (gratis). Anche i giardini sono molto belli e tenuti bene, con bagni pubblici essenziali ma puliti.
Una degli insediamenti religiosi lucani più belli e affascinanti. Dagli affreschi della chiesa al giardino adiacente, tutto in questo luogo respira l'aria della bellezza senza tempo.
Complimenti per averne saputo conservare e tutelare l'integrità culturale. Da visitare assolutamente, qualsiasi sia la ragione e la meta della vostra presenza in Lucania.
Chiesa stupenda molto storica. Piena di affreschi attribuiti agli allievi di Giotto. Gemellata con la basilica di Assisi. L'UNESCO gli ha conferito il titolo di monumento promotore di pace
All'ingresso da nord-est dell'abitato, in viale Regina Margherita, vi è l'antico santuario di San Donato vescovo, protettore della cittadina, con i suoi affreschi del 1500 e la sua storia millenaria. La chiesa sorge probabilmente su una costruzione più antica, che il pontefice Eugenio III elenca nella bolla del 1152 indirizzata al vescovo di Rapolla Ruggero.
Presenta una semplice facciata, adornata da un portale del XVII secolo. L'interno a navata unica, è articolato in quattro piloni che definiscono tre campate coperte da volte a crociera, a sesto rialzato.
Il ciclo pittorico ha inizio sulle volte della terza campata con storie tratte dal Libro della Genesi; esso fu eseguito dal cosiddetto 'Maestro delle Storie di Adamo ed Eva', affinacato dal 'Maestro delle Storie dei Patriarchi' impegnato sulle volte della seconda campata. Gli affreschi furono eseguiti in più riprese, durante la dominazione della famiglia Caracciolo, per volontà di ser Francesco da Ripacandida, notaio e terziario francescano (per questo l'alto numero di santi francescani in una chiesa custodita sino a metà Quattrocento da monaci benedettini di Montevergine). A partire dal 1498, invece, Troiano II Caracciolo, rientrato in possesso dei beni appartenuti a suo padre Giovanni II, duca di Melfi, commissionò gli affreschi della prima campata a partire dall'ingresso, con la realizzazione di un monumentale Giudizio Universale, in cui appare una rara rappresentazione del Purgatorio nella tipologia del 'Ponte del capello' e un ciclo cristologico dispiegato sulle volte.
DA VISITARE.

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