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Best KPortal Reviews
Io e il mio compagno ci siamo trovati molto bene, location accogliente e curata nei dettagli. Abbiamo preso piatti alla carta, le portate hanno accostamenti insoliti e curiosi, come il kefir e liquirizia e la portata di carne era davvero molto buona.. da provare! Ci torneremo per provare il menù degustazione al buio e contiamo di rimanere sorpresi!
Che dire? Bè un locale carino ma non impegnativo così come lo è stata l'accoglienza della ragazza in sala. Le pietanze buonissime e nuovo l'accostamento dei sapori che potrebbero sembrare abituali ma che si riscoprono e ti avvolgono in nuovo modo. Tutto molto pulito e curato. Dovendo descriverlo con poche parole : un luogo dove si respira armonia, raffinatezza e tanto gusto...tanto! Lo Consiglio vivamente...da inserire in agenda!!
Abbiamo avuto l’immensa fortuna di provare una cena degustazione presso questo incredibile locale, ed è stata una delle cene migliori della nostra vita. Accostamenti inaspettati e ben pensati, cotture perfette, giochi di sapori, colori e odori mai provati prima. Se ne avete l’occasione, provate assolutamente il menù degustazione, e non fatevi ingannare dai luoghi comuni: spesso si pensa che questo tipo di pasto sia poco abbondante, ma vi assicuro che siamo usciti dal ristorante non solo estremamente soddisfatti e sbalorditi, ma anche molto sazi.
Ovviamente anche il servizio è impeccabile, così come le descrizioni dei piatti che vengono fatte non appena si viene serviti.
Molto apprezzata anche la piccola finestrella sulla cucina per ammirare la preparazione dei piatti in tempo reale.
Personale cortese e ambiente abbastanza accoglient e buon servizio. Il menu è impostato come percorso, però delude le aspettative, considerando che si pongono come ristorante gourmet. Piatti poco equilibrati nei sapori come dichiarato anche da altre recensioni e spesso troppo salati. L’ombrina era poco saporita, probabilmente di allevamento. Quasi tutti i piatti comunque mancavano di equilibrio e di sapori interessanti. Forse la carne è stata quella più piacevole, mentre da bocciare i dolci della pasticceria. La carta dei vini sarebbe da migliorare tra cantine sconosciute e qualità di due viju provati c’è qualcosa da rivedere. I prezzi in rapporto al livello dei piatti sono un po’ elevati.
Assolutamente spettacolare. Naturalmente diffido di certi tipi di locali, non ne capisco il senso. Ma qui la sperimentazione arriva a livelli sublimi, con accostamenti azzeccatissimi. Perfetti direi. L’ambiente è informale ma la cucina dei due cuochi ha un rigore assoluto. Recupero di cibo per esaltare portate innovative, vini biologici, pane e burro senza eguali. Chapeau!
Sono stato a cena nel weekend e 28 posti è un luogo dove staccare tutto e godere di piatti ricercati e abbinamenti audaci con una selezione di vini interessantissima. Ho provato il menù degustazione da 5 portate ed è stata un’esperienza splendida. Location (per l’appunto) intima e molto curata in ogni dettaglio. Super consigliato! Bravi!
Sono andato ieri sera con la mia ragazza in questo fantastico posto ed è stata una meravigliosa scoperta. Atmosfera bellissima, personale di alto livello, cibo con abbinamenti ricercati e buonissimi. Il manzo strepitoso. La titolare è molto gentile
La cucina - ormai si sa - è una vera e propria arte. Così come accade per le altre espressioni artistiche, anche nel caso della cucina c'è chi è ""soltanto"" un ottimo esecutore e c'è chi invece si erge ad un livello superiore ed ha il coraggio di introdurre qualcosa di personale, di innovativo. Come ci insegna il mito di Dedalo e Icaro la scelta dell'uomo di volare alto può portarlo alla rovina, tuttavia sappiamo bene che non sempre va così e che laddove questa scelta conduca al successo questo sarà tale da sconvolgere lo status quo.
Ebbene, nello scenario dell'alta ristorazione milanese, questo mi pare possa essere il ruolo dello chef Marco Ambrosino, del ristorante 28 posti in via Corsico, a un passo dalle mondane sponde del naviglio grande. Originario dell'isola di Procida, questo giovane artista dei fornelli ha fatto esperienza nel fine dining dapprima sotto l'ala protettiva della chef Libera Iovine presso il Melograno di Ischia, una stella Michelin, purtroppo ormai chiuso. Il passo decisivo della carriera è però il Noma di Copenhagen, due stelle Michelin e per ben quattro volte eletto miglior ristorante del mondo dal mensile britannico Restaurant, vale a dire uno dei sogni di ogni cuoco e di ogni gourmand.
Questo percorso personale si traduce nella proposta culinaria, che è una sapiente miscela di tradizioni mediterranee rivisitate con uno spirito di ricerca che travalica l'ordinario, e che pur essendo estremamente tecnica e raffinata nelle presentazioni, sorprende per la potenza sprigionata dai sapori che la caratterizzano e per essere concettuale al punto giusto senza difettare, anzi eccellendo, in quanto a concretezza.
Il mio consiglio per apprezzare al meglio l'ideale gastronomico sotteso a 28 posti è certamente il menù di degustazione, preferibilmente quello da 8 o 10 portate a sorpresa; venire in un posto simile per ordinare à la carte non vi consentirebbe di godere appieno delle emozioni che il percorso offerto dal menù degustazione sa offrire, e potrebbe portare anche a fraintendere l'idea di cucina dello chef che richiede (e merita) di essere apprezzata in tutte le sue sfumature, per essere realmente compresa. D'altronde la bravura di uno chef si valuta anche, sempre di più, dall'abilità nella costruzione dei percorsi di gusto, nel determinare la successione dei piatti in maniera armonica e coerente e ciò, a giudizio di chi scrive, è la quintessenza dell'alta cucina.
Nel nostro percorso di degustazione abbiamo provato:
- entrèes: spiedini di sedano rapa con polvere di cavolo nero, foglia di indivia ripiena di maionese di pesce e cipolle caramellate, mini macarons al burro di acciughe; zuppetta di verdure di stagione
- tajine di rapa e mela in conserva con crema di tartufo nero, olio di argan e noce moscata
- ostrica alla brace con ippocrasso di vino di pasta, tapioca con brodo di pesce e maionese d'ostrica
- tris di pesce povero, cioè: 1) taco con alici marinate, salsa di ceci fermentati, misticanza al sambuco; 2) sgombro alla brace con salsa di macchia mediterranea; 3) aringa con limone bruciato e incenso;
- trottole saltate in brodo di aringhe e burro con ricotta di mandorle
- rotolo di verza con ombrina alla brace, salsa di datteri e ricci di mare;
Salsa di orzo e tabacco fermentati con gnocchetti stagionati;
- agnello alla brace con mele cotogne in conserva;
Focaccia imbevuta nel grasso di agnello;
bagna caoda a base di garum di agnello;
Cevapčici di agnello con cetriolo marinato;
- spaghettino con acqua di pasta fermentata e miso di legumi ;
- Dolci: sorbettino con sale e olio d'alloro;
Spuma di pane raffermo con "cioccolato" di Tumminia coperto da orzo caramellato;
Giardino mediterraneo: carruba, marsala, chiodi di garofano e gelato al sommacco.
Quick Facts About 28 Posti
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